Danza
Light design, videoproiezioni e sound design per la danza contemporanea
Dal 1997 costruiamo lo spazio scenico in cui il movimento prende vita. Light design, videoproiezioni sceniche e sound design per compagnie, coreografi e festival — dal controluce che scolpisce i corpi alla scenografia digitale che trasforma il palcoscenico in un altro mondo.
Il light design per la danza è architettura invisibile. Due temperature di colore — arancio caldo e blu freddo — dividono lo spazio e raccontano il conflitto prima che il corpo si muova. Il fumo scenico rende visibili i fasci di luce e dà al palcoscenico una profondità che la scenografia tradizionale non può creare.
La videoproiezione non è uno sfondo: è un partner scenico. Il mare in tempesta e il veliero creano il mondo in cui il duetto vive. La luce calda sui corpi e il video freddo alle spalle separano i danzatori dallo sfondo senza bisogno di scenografia fisica — due piani di realtà in una sola immagine.
Videoproiezioni sceniche: il palcoscenico diventa un altro mondo
Una moka gigante. Un aeroporto. Un mare in tempesta. Le proiezioni su palcoscenico creano mondi interi in pochi secondi. Ogni cambio di proiezione è un cambio di luogo, di atmosfera, di emozione. Nessuna scenografia fisica può fare altrettanto — e nessuna può cambiare così velocemente.
A volte il buio è la scenografia. Una sola sorgente blu scolpisce i corpi e lascia che sia il vuoto a parlare. Non ogni produzione ha bisogno di tutto — a volte servono solo la luce giusta e il coraggio di non aggiungere altro.
Venti danzatori, una videoproiezione architettonica a tutta scena, fasci di luce taglienti dall'alto. Quando la produzione cresce in scala, la complessità tecnica cresce in modo esponenziale — sincronizzazione luci e video, cue precisi, nessun margine di errore. È qui che ventotto anni di esperienza fanno la differenza.
Light design e fumo scenico
Il fumo trasforma la luce in materia. I fasci diventano visibili, lo spazio si riempie di volumi impalpabili, i corpi emergono e scompaiono. È il light design nella sua forma più pura — niente video, niente scenografia, solo la luce che incontra il movimento e il fumo scenico che li rende visibili.
Stefania Cordoni
Coreografia di Giancarlo Poliseno
Ogni coreografia ha il suo linguaggio visivo. Qui il rosso domina — riflessi sul palcoscenico, costumi, illustrazione art déco proiettata alle spalle. Il nostro lavoro è tradurre la visione del coreografo in un ambiente di luce e video che non sovrasta i danzatori ma li amplifica.
Una danzatrice. Una lama di luce. Nient'altro. Dare luce e forma impalpabile al suono — è quello che facciamo dal 1997.